20 Dicembre

  • ORE 19:00

    Quando c’è tutto, c’è la salute

    tipologia evento dialogo

    con Lorenzo Paglione (medico e membro del collettivo RomaricercaRoma), Sportello sanitario Mammut modera Paolo Magliocco (giornalista - divulgatore)

    durata 75 min.

    Da che cosa dipende lo stato di salute delle cittadine e dei cittadini di una grande metropoli come Roma, così grande e così sfaccettata? Dalla presenza di personale medico, ambulatori e ospedali, certo. Ma anche dalla reale qualità (e quantità) dei servizi offerti. E poi dalla presenza di parchi e giardini, che migliorano la qualità dell’aria e del benessere collettivo, dal reddito degli abitanti di un quartiere, dai servizi alla persona che un quartiere offre, come le scuole o le biblioteche.

    Non esiste una sola città, per centri come Roma, ma molte realtà che si intrecciano e che possono essere raccontate a partire da una mappa che ha descritto l’esistenza di Sette Rome, da quella piccola e ricca del centro a quella che somiglia molto alla campagna, fino alla città invisibile di chi abita ovunque e in nessun posto. 

    Un medico e ricercatore, esperto di epidemiologia e di urbanistica, ne discute con lo Sportello sanitario Mammut che da anni si occupa di temi legati alla tutela del diritto alla sanità pubblica.





  • ORE 21:00

    Io mangio le stelle

    tipologia evento spettacolo

    a cura di Edwige Pezzulli (astrofisica e divulgatrice), Francesca Rizzi (attrice e docente), Chiara Saiella (light designer e regista) sonorizzazione Silvia Leonetti (musicista e compositrice) video Laura Petrone (videomaker)

    durata 55 min.

    Io mangio le stelle è un esperimento teatrale sulla finitezza umana, che prova a costruire un lessico in cui arte e scienza possano davvero trovare una voce congiunta. 

    In un futuro prossimo – o forse già accaduto – due donne vivono di un contatto che sfida le leggi del tempo e della materia vivente: una è corpo che si muove, l’altra che svanisce. Entrambe oscillano tra la vita e la memoria, si scambiano ricordi, frammenti di sogni, gesti quotidiani che diventano tentativi di sopravvivenza. Ma l’energia che le tiene unite si consuma e ciò che resta è la vertigine della perdita – e la possibilità di traformarla in un atto cosmico.